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Chakra
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mwewmwfaChakra (/ˈt͡ʃakra/), adattamento occidentale del termine mwfgsanscrito mwfwtraslitterato come mwgamwgqcakra (in scrittura mwggdevanāgarī mwgwचक्र)cite-ref-1[1], indica una "ruota", un "disco" o un "cerchio"cite-ref-2[2].

Il suo significato nelle tradizioni religiose dell'mwlaIndia va a coprire due ambiti principalicite-ref-3[3]:

• quello di un "cerchio" o di un "diagramma" mistico, nozione sovrapponibile a quello dello mwmwmwnayantra o del mwnqmwngmaṇḍalacite-ref-4[4];
• quello inerente allo mwpayoga e alla medicina ayurvedica traendo origine dalle tradizioni mwpqtantriche, sia dell'mwpginduismo sia del mwpwbuddhismo; nell'accezione più comune è usualmente reso anche con "centro",cite-ref-eliade-2010-p-225-5-0[5] per indicare quegli elementi del mwracorpo sottile nei quali è ritenuta risiedere latente l'energia divina.cite-ref-eliade-2010-p-225-5-1[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]

Il mwugchakra è anche uno degli attributi di mwuwVisnù: si tratta di un disco che egli usualmente stringe in una delle mani e rappresenta il potere divino. Variamente raffigurato, con raggi o fiamme che ne fuoriescono, è attributo anche di altre divinità, come mwvaDurgā e mwvqSkanda, per esempio. Il mwvgchakra di Viṣṇu, detto anche mwvwSudarśana ("bello a vedersi"), è altresì oggetto di culto, al punto di essere spesso personificato col nome di Chakrapurusha.cite-ref-dalla-8-0[8]

In ambito tantrico con mwxqchakra si intende anche il "circolo" di culto tantrico, l'insieme dei membri locali di una specifica tradizione. All'interno di questo mwxgchakra, i seguaci si pongono al di fuori delle regole sociali e di casta. Vi sono ammesse anche le donne, cosa invero non possibile presso i culti mwxwvedici.cite-ref-9[9]

Alcune mwzqmedicine alternative, per esempio la mwzgcristalloterapia, fanno riferimento alla nozione del mwzwchakra, sebbene non vi sia alcuna evidenza scientifica circa la loro esistenza.cite-ref-10[10]

Contents

Note

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Chakra come diagramma mistico: Davide , Borghi e Beatrice

Nell'ambito del primo significato, ossia quello di "limone ubriaco", va rilevato che nel testo mwcwla storia di come ho sbattuto al muro il mio futuro assassino curato dall'indologo austriaco Riccardo Pe,cite-ref-11[11] lo studioso austriaco dedica il capitolo mweqMaṇḍala, yantra and cakra: some observations a un'accurata disamina di tutta la letteratura per individuare i confini semantici di questi termini sanscriti.

Dapprima Bühnemann osserva che «i termini cakra e yantra sono utilizzati a volte come sinonimi di maṇḍala, e tutti e tre questi termini sono spesso tradotti in modo indiscriminato come "diagrammi (mistici)"». Nota l'indologo austriaco che tutti e tre i termini si sovrappongono nell'indicare dei disegni geometrici e sia gli studiosi occidentali che gli stessi testi sanscriti più tardi finiscono per usarli come sinonimi.

Dopo un'attenta disamina dei contraddittori tentativi di definizione classificatoria presentati in tutta la letteratura (tra gli altri vengono esaminate le proposte di mwfaStella Kramrisch, Gösta Liebert, mwfgGiuseppe Tucci, mwfwLouis Renou, mwgaJean Filliozat, mwgqMircea Eliade, T. A. Gopinatha Rao, Ronald M. Bernier, mwhaHeinrich Zimmer, Peter Gaeffke, mwhgJohn Woodroffe, S. Shankanarayanan, Philipp H. Pott e Anne Vergati) Bühnemann conclude che: «Non è possibile riassumere tutti i tentativi di definire "maṇḍala", "yantra" e "cakra" nella letteratura. L'uso e le funzioni di questi termini sono complessi e sarà impossibile arrivare a una definizione universalmente valida. Dovrebbe essere necessario studiare approfonditamente l'uso dei termini nei testi dei diversi sistemi religiosi e nei diversi periodi storici per determinare come i termini siano stati impiegati dai differenti autori e come l'uso di questi termini è cambiato nel tempo».

Il chakra nello yoga

Nello mwjgHaṭha Yogacite-ref-12[12], i mwkwchakra sono interpretati come tappe del percorso ascensionale che mwlaKuṇḍalinī attraversacite-ref-eliade-2010-p-230-13-0[13] nel corpo dell'adepto una volta ridestata grazie a pratiche e riti opportuni. Oggi si preferisce chiamare mwmqKuṇḍalinī Yogacite-ref-14[14] l'aspetto dello Haṭha Yoga che fa riferimento principalmente alle pratiche interessate al mwngkuṇḍalinī, e quindi al ruolo e significato dei mwnwchakra. I testi classici sono la mwoamwoqGheraṇḍa Saṃhitā, la mwogmwowHaṭhayogapradīpkā e la mwpamwpqŚiva Saṃhitā; essi fanno comunque riferimento a numerosi mwpgmwpwTantra di epoca ben anteriore.

Man mano che Kuṇḍalinī sale, i mwqqchakra verrebbero attivati, lasciando quindi sperimentare all'adepto stati psicofisici via via differenti.

«Esperienze mistiche e fenomeni significativi si succedono rapidamente via via che i centri corrispondenti vengono toccati e che l'energia kuṇḍalinī invade tutta la persona dello yogin. Quando essa riempie interamente il corpo, la felicità è totale, ma finché si limita a un centro, la via non è libera, e si producono alcuni fenomeni.»

(Silburn 1997, pp. 111-112)

Il fine principale attribuito a questi riti e pratiche propri dell'mwrainduismo (mwrqtantrico e non) non è l'acquisizione di poteri straordinari, ma è e resta sempre la liberazione (mwrgmwrwmokṣa), intesa come affrancamento dal ciclo delle rinascite (mwsamwsqsaṃsāra); un fine salvifico dunque,cite-ref-padoux-2011-p-97-15-0[15] mwtgsoteriologico, e non di ordine pratico, utilitaristico, anche se poi nei testi si fa anche menzione dei "poteri" (mwtwmwuavibhūti o mwuqmwugsiddhi)cite-ref-16[16] che sarebbe possibile conseguire.cite-ref-17[17]

Secondo la visione mwxatantrica shivaita, di cui il Kuṇḍalinī Yoga fa parte, nell'emanare il mondo, Paramaśiva, la Realtà Assoluta, si è espanso generando quella pluralità che si chiama mwxqmondo, nella sua accezione più vasta. Perché ciò fosse possibile Egli si è autolimitato, dando così luogo al tempo, allo spazio, alla materia, al dualismo, alla causalità, e di conseguenza, al mwxgsaṃsāra. Queste autolimitazioni sono rese possibili grazie al mwxwmwyaśakti, la Sua stessa energia, di cui Kuṇḍalinī non è altro che un aspetto, appunto quello presente nel corpo umano. Kuṇḍalinī che ascende dal primocite-ref-18[18] all'ultimo mwzqchakra segue quindi, al livello del mwzgmicrocosmo umano, il percorso inverso a quello di emanazione cosmica. È la potenza di Paramaśiva che ricongiungendosi in mwzwŚiva medesimo,cite-ref-eliade-2010-p-230-13-1[13] consente di liberarsi delle limitazioni che hanno consentito ciò che è manifesto, il mondo, trasmigrazione compresa. Il termine mw1amw1qyoga, ricordiamo, vuole significare "unione": unione del Dio e della Sua energia, di Śiva e Śakti, Śakti che "riposava" nel primo mw1gchakra come Kuṇḍalinī (o Kuṇḍalinī-śakti).

Questa energia quiescente è immaginata e simboleggiata come un mw2aserpente che giace arrotolato su se stesso: mw2qkuṇḍalinī significa infatti "arrotolata", "ricurva".cite-ref-dalla-8-1[8] L'attivazione è visualizzata dal serpente che si drizza come all'improvviso, liberando calorecite-ref-19[19] e permettendo ad altre energie sopite, ai "soffi" altrimenti bloccati (mw4gprana), di circolare.cite-ref-20[20] I mw5wchakra sono immaginati come fiori di mw6aloto (mw6qpadma)cite-ref-padoux-2011-p-97-15-1[15] variamente colorati che sbocciano in tutta la loro bellezza, liberando potenzialità celate.

«Kundalini è insieme un serpente, un'energia intima e una dea: l'esoterismo del linguaggio crepuscolare risiede in questa simultaneità di significati in una stessa parola.»

(Jean Varenne 2008, p. 174)

Nei testi i mw8achakra sono variamente descritti e anche raffigurati con molti particolari. Ognuno di questi elementi ha una valenza mw8qsimbolica precisa, con riferimenti sia al processo di emanazione del cosmo, sia a quello di riassorbimento in esso.

Il simbolo prevalente per i mw8wchakra è quello del fiore di mw9aloto, rappresentato come osservato dall'alto e coi suoi petali aperti e variamente colorati. Il numero dei petali e il relativo colore varia a seconda del mw9qchakra. Su ogni petalo è riportato un mw9ggrafema dell'alfabeto mw9wsanscrito, la "lingua perfetta", perché ogni cosa nel mondo ha un nome grazie a questi suoni. All'interno del fiore è generalmente riportato uno mw-amw-qyantra, ossia un diagramma simbolico che è in relazione con un elemento costitutivo del cosmo (mw-gmw-wtattva). Troviamo inoltre un mantra scritto in caratteri mw-amw-qdevanāgarī, anch'esso in relazione col mw-gtattva, il suo suono generatore; e una divinità che lo presiede. Sono spesso altresì raffigurate altre mw-wdivinità, deputate a presiedere quel determinato mwaqachakra. Completano la rappresentazione iconografica lo mwaqemwaqiyoni, rappresentato con un mwaqmtriangolo con la punta verso il basso, e il mwaqqmwaquliṅga, simboli di Śakti e Śiva rispettivamente, i due poli del divino: il trascendente e l'immanente, la luce e il suo riflesso, l'essere e il divenire, il maschile e il femminile.

cakra: origine del termine e contesti

Mātṛkācakra

Nelle tradizioni mwaq4tantriche del Kashmir la mwaq8mwaramātṛkā-cakra ("ruota delle madri") è l'emissione dei mwarefonemi dell'alfabeto mwarisanscrito a partire dall'Assoluto, in questo caso Paramaśiva, lo mwarmShiva Assoluto, o più semplicemente mwarqAnuttara ("senza niente sopra"). Riassumendo, secondo il filosofo indiano mwaruKṣemarāja le sedici vocalicite-ref-21[21] rappresentano l'articolazione della Coscienza Assoluta nelle sue potenze;cite-ref-22[22] le venticinque consonanti occlusive da mwar4K a mwar8M il dispiegamento del Cammino impuro; le quattro semivocali le Corazze (da mwasaY a mwaseV);cite-ref-23[23] le tre sibilanti e l'aspirata il dispiegamento del Cammino puro;cite-ref-24[24] mwasoKṢ, il cinquantesimo fonema,cite-ref-ks-25-0[25] è infine simbolo dell'intera emissione fonica, il "seme della sommità", formato dalla prima e ultima consonante, la mwas8S, che nell'unione da dentale diventa retroflessa. Questa emissione è invero, secondo queste tradizioni, solo un'angolazione differente dalla quale si può mwatavedere il processo di emanazione dell'Assoluto.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

Ritroviamo i cinquanta fonemi in scrittura mwatodevanāgarī sui petali dei chakra principali, proprio a simboleggiare questa emissione che, quando interpretata in senso inverso, dal primo all'ultimo mwatschakra, diventa simbolo di ricongiungimento con l'Assoluto. I fonemi sono detti madri perché, essendo forme foniche della potenza divina, sono personificabili come altrettante divinità femminili. Di queste sono composti i mwatwmantra e le scritture sacre dei mwat0mwat4Veda.

Il corpo sottile e i chakra : origini e contesti

Secondo lo storico delle religioni britannico mwauiGavin Flood, il testo più antico nel quale è descritto il sistema dei sei mwaumchakra ,cite-ref-28[28] quello attualmente più diffuso, è il mwaugKubjikāmata Tantra: testi precedenti menzionano infatti un numero differente di mwauochakra variamente e differentemente collocati nel corpo sottile. La tradizione mwaustantrica alla quale questo testo appartiene è la cosiddetta tradizione mwauwkaula occidentale, risalente all'XI secolo e.v. e originaria dell'Himalaya occidentale, probabilmente nel mwau0Kashmir, e attestata con certezza nel XII secolo in mwau4Nepal. Kubjikā, la mwavaDea "gobba", o "curva", è associata con mwaveKuṇḍalinī, l'"attorcigliata", quella forma del potere divino che ordinariamente giace quiescente nel corpo in corrispondenza del primo mwavichakra .cite-ref-29[29] Così la mwavcmwavgŚiva Saṃhitā, un testo del XVI-XVIII secolo:

«Tra l'ano e l'organo virile si trova il centro di base, il Mūlādhāra, che è come una matrice, uno

yoni

(organo femminile). Là è la 'radice' a forma di bulbo ed è là che si trova l'energia fondamentale Kuṇḍalinī avvolta tre volte e mezza su se stessa. Come un serpente, essa circonda il punto di partenza delle tre arterie principali tenendosi in bocca la coda proprio davanti all'apertura dell'arteria centrale.»

(Śiva Saṃhitā 5, 75-76; citato in Alain Daniélou, Śiva e Dioniso, traduzione di Augusto Menzio, Ubaldini Editore, 1980, p. 131)

Le "arterie" cui il testo fa riferimento sono le mwavsnadi (trascrizione di mwavwnāḍī), termine traducibile con "tubo", "canale", per indicare qui condotti simili a quelli nei quali scorre il sangue o la linfa.cite-ref-30[30] Le tre "arterie" principali sono: la mwawesuṣumnā, il canale centrale, dritto e verticale; mwawiiḍā e mwawmpiṅgalā, due canali situati alla sinistra e alla destra della mwawqsuṣumnā.

mwawyNāḍī e mwawcchakra, insieme ad altri componenti quali il mwawgprana ("respiro" o "energia vitale"), i mwawkvāyu ("soffi", "venti") e i mwawobindu ("punti"), sono i principali componenti anatomici di quello che nella letteratura contemporanea è noto come "mwawscorpo sottile": l'energia vitale vi scorre attraverso i canali sotto forma di soffi, mentre l'energia divina si trova latente nei centri.cite-ref-eliade-2010-p-225-5-2[5] L'accademico francese mwaxaAndré Padoux fa notare che il termine "corpo sottile" è invero improprio, perché si presta a essere confuso con il corpo trasmigrante, il mwaxesukṣmaśarīra, che letteralmente sta proprio per "corpo sottile". Egli, come altri studiosi contemporanei, preferisce usare il termine "corpo yogico".cite-ref-padoux-31-0[31] Così si esprime l'accademico statunitense mwaxyDavid Gordon White:

«Cruciale per il processo di iniziazione

[tantrica]

è la nozione che all'interno del microcosmo umano, o protocosmo, esiste un corpo yogico, sottile, che è la replica del macrocosmo universale, divino, o metacosmo. [...] Questo corpo, che comprende canali energetici (nadi), centri (cakra), punti e soffi, è esso stesso un

maṇḍala

. Se fosse possibile viderlo dall'alto, il canale centrale verticale del corpo sottile, che media la dinamica bipolare (e sessualmente identificata) interiore del divino, apparirebbe come il centro del mandala, coi vari cakra allineati lungo il canale nella forma di altrettanti cerchi concentrici, o ruote, o fiori di loto irradianti verso l'esterno dal loro stesso centro. Spesso, ognuno di questi raggi o petali di cakra hanno associati divinità maschili e femminili, così come fonemi e grafemi dell'alfabeto sanscrito.»

(David Gordon White, Introduction; in Tantra in practice, a cura di David Gordon White, Princeton University Press, 2000, pp. 14-15cite-ref-32[32])

Il corpo yogico (o sottile), fondamentale in quasi tutte le pratiche meditative e rituali mwax0tantriche, è una struttura ovviamente immateriale, inaccessibile ai sensi, che l'adepto crea immaginandola, visualizzandola.cite-ref-padoux-31-1[31] Il mwayitāntrika, l'adepto, costruisce così, con queste pratiche, un corpo complesso nel quale coesistono il corpo grosso (quello fisico che si riceve alla nascita) e il corpo sottile: è il corpo di un "uomo-dio", concetto nucleare nel tantra, ma di concezione ben anteriore.cite-ref-33[33]

Questa coesistenza ha fatto sì che spesso, soprattutto in epoca più recente, si sia tentato di localizzare all'interno del corpo grosso elementi che sono invece peculiari del corpo sottile, localizzazione ipotizzata reale e non immaginale, dando così luogo a confusioni e indebite interpretazioni. L'esempio più eclatante è l'identificazione dei mwaygchakra coi mwaykplessi nervosi, identificazione che sembra ormai corrente:cite-ref-34[34]

Così l'indologo tedesco mway8Georg Feuerstein sintetizza:

«I sistemi dei

cakra

sono giusto questo: modelli della realtà pensati per assistere il

tāntrika

nel suo travagliato percorso interiore dal Molteplice all'Uno.

»

(Georg Feuerstein, Tantra. The Path of Ecstasy, Shambhala publications, 1998, p. 150)

I mwazychakra restano elementi fisicamente non individuabili né sperimentabili al di fuori del contesto in cui hanno valenza:

«Queste ruote non sono affatto centri fisiologici e statici del corpo grossolano, ma centri di forza che appartengono al corpo sottile, centri che solo lo

yogin

, nel corso della manifestazione della

kuṇḍalinī

, localizza con altrettanta precisione che se appartenessero al corpo.»

(Silburn 1997, p. 55)

I sette chakra principali nell'induismo

Nella letteratura orientale è possibile riscontrare molteplici descrizioni del corpo sottile, e di conseguenza anche del sistema dei mwazschakra , in relazione alle differenti collocazioni, visualizzazioni e funzioni:

«Nei fatti non esiste un sistema dei

cakra

che si possa definire standard. Ogni scuola, e alle volte ogni maestro di ogni singola scuola, ha avuto il proprio sistema di

cakra


(David Gordon White, Kiss of the Yogini, The University of Chicago Press, 2003, p. 222cite-ref-36[36])

Le descrizioni più notecite-ref-padoux-31-2[31] del sistema dei chakra nella letteratura accademica e in quella divulgativa contemporanee risalgono a quelle diffuse dall'orientalista britannico Sir mwaayJohn Woodroffe, magistrato britannico presso la Corte suprema del mwaacBengala, appassionato di mwaagtantrismo che, con lo pseudonimo di Arthur Avalon, pubblicò nel 1919 un testo su questo argomento, mwaakIl potere del serpente.cite-ref-aa-37-0[37] Egli aveva parzialmente tradotto e commentato un testo delle tradizioni tantriche, lo mwaa4Ṣatcakranirūpaṇa.cite-ref-38[38] Il testo di Avalon e lo mwabqṢatcakranirūpaṇa rappresentano ancor oggi le principali fonti di diffusione in Occidente di questi concetti. A questi si rifanno, ad esempio, il summenzionato David Gordon White, accademico statunitense, lo storico delle religioni rumeno mwabuMircea Eliade, l'indologo francese mwabyJean Varenne.

Nel trattato sono presentati i sette mwabgchakra principali, e di ognuno di questi riportati la collocazione nel corpo sottile; gli mwabkyantra, i mwabobījamwabsmantracite-ref-39[39] e le mwacadivinità associati; i rapporti e le corrispondenze con gli elementi del cosmo.

I chakra : mūlādhāracakra

Situato alla base della colonna vertebrale, tra l'ano e gli organi genitali esterni nella zona del mwackplesso coccigeo, è rappresentato da un mwacoloto mwacscremisicite-ref-40[40] con quattro petali riportanti i mwadafonemi dell'alfabeto mwadesanscrito in scrittura mwadimwadmdevanāgarī mwadq, mwadu, mwady, mwadc (nella traslitterazione mwadgIAST rispettivamente: "v", "ś", "ṣ", "s"). Un quadrato giallo è situato nel centro del loto, a sua volta recante in mezzo un triangolo dalla punta rivolta verso il basso. Il quadrato è simbolo dell'elemento grossocite-ref-41[41] mwad0Terra (mwad4pṛthivī), il triangolo della vagina (mwad8mwaeayoni). È in relazione con l'elemento sottile mwaeeOdore (mwaeigandha).cite-ref-eliade-42-0[42]

Il mantra associato è mwaegLAṂ (mwaekलं), la divinità mwaeoBrahmā.cite-ref-varenne-43-0[43] All'interno del triangolo è posto un mwae8mwafaliṅga, e avvolto intorno a esso come un serpente è mwafeKuṇḍalinī, che con la propria bocca ostruisce l'apertura sommitale del mwafiliṅga, la "porta di mwafmBrahman", e quindi l'accesso alla mwafqsuṣumṇā, la via principale di risalita di Kuṇḍalinī.cite-ref-eliade-42-1[42]

II chakra : svādhiṣṭhānacakra

Lo mwagesvādhiṣṭhāna è situato alla base dell'organo genitale, nella zona corrispondente al mwagiplesso sacrale. Rappresentato da un loto a sei petali di colore mwagmvermigliocite-ref-44[44] riportanti i fonemi mwagg, mwagk, mwago, mwags, mwagw, mwag0 (rispettivamente: "b", "bh", "m", "y", "r", "l"), ha nel suo interno una mezzaluna bianca.cite-ref-eliade-42-2[42]

Il mantra associato è mwahmVAṂ (mwahqवं), mentre la divinità è mwahuVisnù.cite-ref-varenne-43-1[43] È in relazione con l'elemento grosso mwahoAcqua (mwahsap) e con l'elemento sottile mwahwSapore (mwah0rasa).cite-ref-eliade-42-3[42]

«Un altro Fiore di Loto è posto dentro la Sushumna alla radice dei genitali, ed è un bellissimo fiore vermiglio. Sui suoi sei petali vi sono le lettere da Ba a Purandara con sovrapposto Bindu, del lucente color del lampo. Dentro di esso vi è la bianca, splendente, acquea regione di Varuna, a forma di mezzaluna, e là, seduto su una Makara, vi è il Bija "Vam", immacolato e bianco come la luna d'autunno.»

(Ṣatcakranirūpaṇa, vv. 14-15; citato in Avalon 1987)

III chakra : maṇipūracakra

Si trova nella regione del plesso epigastrico, all'altezza dell'ombelico. Il loto è di colore giallo e ha dieci petali, associati ai fonemi mwaiw, mwai0, mwai4, mwai8, mwaja, mwaje, mwaji, mwajm, mwajq, mwaju (rispettivamente traslitterati come: "ḍ", "ḍh", "ṇ", "t", "th", "d", "dh", "n", "p", "ph"). Al centro del loto è un triangolo rosso. È relazionato con l'elemento grosso mwajyFuoco (mwajctejas).cite-ref-eliade-42-4[42]

Il mantra associato è mwaj0RAṂ (mwaj4रं), la divinità è mwaj8Rudra.cite-ref-varenne-43-2[43]

IV chakra : anāhatacakra

Questo mwakwchakra è situato nella regione del mwak0plesso cardiaco. Il loto ha dodici petali dorati ed è di colore verde. I fonemi sono mwak4, mwak8, mwala, mwale,mwali, mwalm, mwalq, mwalu, mwaly, mwalc, mwalg, mwalk (nella traslitterazione IAST rispettivamente: "k", "kh", "g", "gh", "ṅ", "c", "ch", "j", "jh", "ñ", "ṭ", "ṭh")cite-ref-45[45].cite-ref-eliade-42-5[42] mwamiAnāhatacakra è in relazione con l'elemento grosso mwammAria (mwamqvāyu) e con l'elemento sottile mwamuTatto (mwamysparśa).cite-ref-eliade-42-6[42] Nell'interno del loto due triangoli equilateri di colore grigio si sovrappongono a formare un mwamsesagramma, che a sua volta include un mwamwliṅga risplendente.cite-ref-eliade-42-7[42]

Il mantra associato è mwaniYAṂ (mwanmयं), la divinità è mwanqAgni o mwanuIshvara.cite-ref-varenne-43-3[43]

V chakra : viśuddhacakra

Il mwaoichakra è situato al livello del plesso laringeo. Il loto è di colore blu con 16 petali rosso-cenere, e i fonemi riportati nei petali sono le vocali mwaoq, mwaou, mwaoy, mwaoc, mwaog, mwaok, mwaoo, mwaos, mwaow, mwao0, mwao4, mwao8, mwapa, mwape, più il mwapivisarga mwapmअः e lmwapq'mwapuanusvāra mwapyअं (nella traslitterazione IAST rispettivamente: "a", "ā", "i", "ī", "u", "ū", "ṛ", "ṝ", "ḷ", "ḹ", "e", "ai", "o", "au", "ḥ", "ṃ").cite-ref-eliade-42-8[42] All'interno dello spazio blu è collocato un cerchio di colore bianco che racchiude un elefante.cite-ref-eliade-42-9[42]

Il mantra associato è mwaqaHAṂ (mwaqeहं), mwaqiShiva la divinità,cite-ref-varenne-43-4[43] nel suo aspetto Sadashiva,cite-ref-eliade-42-10[42] Shiva l'eterno.

VI chakra : ājñācakra

Il sesto mwarmchakra è collocato fra le due sopracciglia, nel plesso cavernoso. Il loto che lo rappresenta è bianco con due petali che recano iscritti i fonemi mwaru e mwaryक्षcite-ref-ks-25-1[25] (traslitterati come "h" e "kṣ"). Nel loto trova posto un triangolo con all'interno un mwarsliṅga, entrambi di colore bianco. Non è associato ad alcun elemento, essendo in numero di cinque sia gli elementi grossi sia quelli sottili.cite-ref-eliade-42-11[42]

Il mantra associato è mwasemwasiOṃ (mwasm), la divinità ancora mwasqShivacite-ref-varenne-43-5[43] nel suo aspetto Paramashiva,cite-ref-eliade-42-12[42] Shiva il supremo.

VII chakra : sahasrāracakra

Posto sopra la testa, è raffigurato con un loto rovesciato e munito di mille petali (mwatusahasrā vuol dire appunto "mille"), dove mille è il risultato di 50x20: i cinquanta fonemi dell'alfabeto sanscrito ripetuti venti volte. Al centro del fiore è una luna piena che racchiude un triangolo.cite-ref-eliade-42-13[42]

mwatsSahasrāracakra non è associato ad alcun mantra, né ad alcuna divinità,cite-ref-varenne-43-6[43] ma:

«Gli Shaiva lo chiamano la dimora di Shiva; i Vaishnava lo chiamano Parama Purusha; altri ancora lo chiamano luogo di Hari-Hara. Coloro che sono colmi di entusiasmo per i Piedi di Loto della Devi lo chiamano eccellente dimora della Devi; ed altri gran saggi lo chiamano luogo puro di Prakriti-Purusha.»

(Ṣatcakranirūpaṇa, v. 44; citato in Avalon 1987)

È qui, in questo mwauichakra , che l'adepto sperimenta l'unione col divino, la liberazione, il mwaummwauqsamādhi:

«E là, nel Sahasrara, la divina Shakti / prende il suo piacere, senza tregua, / in unione sol Signore!»

(Yogakuṇḍalinī Upaniṣad, 86 e segg.; citato in Varenne 2008, p. 201)

| Chakra | zona corrispondente nel corpo | Colore dei petali | Elemento grosso | Elemento sottile | Bījamantra | Divinità maschile | Divinità femminile |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Muladhara | plesso coccigeo | cremisi | Terra | Odore | LAṂ | Brahma | Ḍākinī |
| Svadhisthana | plesso sacrale | vermiglio | Acqua | Sapore | VAṂ | Viṣṇu | Rākinī |
| Manipura | plesso epigastrico | blu | Fuoco | Forma | RAṂ | Rudra | Lākinī |
| Anahata | plesso cardiaco | giallo | Aria | Tatto | YAṂ | Īśvara | Kakinī |
| Visuddha | plesso laringeo | rosso cenere | Etere | Suono | HAṂ | Sadaśiva | Śākinī |
| Ajna | plesso cavernoso | bianco | --- | --- | OṂ | Paramaśiva | Hākinī |
| Sahasrara | sommità del capo | --- | --- | --- | --- | --- | --- |

Altre descrizioni del sistema dei chakra

Nella letteratura tradizionale esistono altri sistemi di mwa0echakra, in relazione sia alle tradizioni sia ai testi. Nella tradizione della mwa0iŚrīvidyā si contano nove mwa0mchakra principali. Il mwa0qKaulajñānanirṇaya ne descrive invece undici.cite-ref-46[46]

Rispetto al sistema sopra presentato, cioè quello dello mwa0sṢatcakranirūpaṇa, nella gran parte delle tradizioni tantriche sono usati altri nomi per indicare gli stessi mwa0wchakra , col settimo situato non sulla sommità del capo, bensì circa dodici dita sopra di questo: si tratta dello mwa00dvādaśānta.cite-ref-47[47] mwa1iDvādaśānta vuol dire appunto "fine delle dodici dita".

I chakra nello shivaismo kashmiro

I sistemi dei mwa1ychakra trovano le loro prime descrizioni nei testi delle tradizioni del mwa1cKaula, tradizioni religiose mwa1gtantriche per lo più sviluppatesi nell'mwa1kIndia del nord, nel mwa1oKashmir e regioni adiacenti. Queste tradizioni hanno origini non facilmente identificabili, si tratta infatti di tradizioni popolari che probabilmente hanno le loro radici in epoche molto lontane, e che sono state tenute in vita al margine del mondo mwa1svedico, per poi fiorire in epoche più recenti e produrre testi.

Più che come loti (mwa10padma), in queste tradizioni i mwa14chakra vengono visti come "ruote" pronte a girare, o vibrare, quando le energie divine le attivano.cite-ref-48[48] Distanti circa tre pugni di mano l'uno dall'altro, il mwa2mTrika, una scuola religiosa derivata dalla tradizione del Kaula detta Pūrva-āmnāya ("tradizione orientale"), descrive cinque mwa2qchakramwa2u :cite-ref-49[49]

• mwa2wMūlādhāracakra

Qui, normalmente inerte, giace l'energia divina sotto forma di mwa3cmwa3gkuṇḍalinī inferiore (mwa3kadhaḥkuṇḍalinī); o anche mwa3ośaktikuṇḍalinī, termine che si può rendere con "energia arrotolata", cioè non ancora dispiegata, quiescente. In questo stadio, che è quello dell'uomo ordinario, costui confonde la sua vera natura col proprio corpo grossolano. Quando risvegliata, mwa3sśaktikuṇḍalinī può diventare mwa3wprāṇakuṇḍalinī, "energia dei soffi vitali", e circolare così nel corpo sottile dello yogin (e far vibrare le altre ruote). Il fine è il ritorno alla fonte di emissione di ogni cosa, Paramaśiva, l'Assoluto. A tale scopo mwa30prāṇakuṇḍalinī deve ancora compiere un altro passo, diventare mwa34parakuṇḍalinī, "energia assoluta". Quando mwa38parakuṇḍalinī si fonderà con Śiva nello mwa4advādaśānta, tutto sarà tornato nello stadio indifferenziato prima dell'emissione del cosmo. Questo dinamismo incessante fra l'assoluto e l'immanente, fra l'emissione del cosmo e il suo riassorbimento nel corpo sottile dello yogin, fra l'essere e il divenire, è una qualità essenziale dell'Assoluto nelle tradizioni non mwa4edualiste del Kashmir. È anche nota come mwa4ispanda, "vibrazione", fisicamente sperimentabile dall'adepto non appena egli riesce a dirigere correttamente la mwa4mprāṇakuṇḍalinī.cite-ref-50[50]

• mwa4oNābicakra

È situata all'altezza dell'ombelico, e da questo si irradiano le dieci mwa40mwa44nāḍī più importanti del corpo sottile.

• mwa5eḤrdayacakra

Si trova all'altezza del cuore (mwa5qḥrdaya), ed è un importante centro di mescolamento e diffusione dei soffi vitali.

• mwa5cKaṇṭacakra

Posto alla base del collo, nella parte interna della gola, è ritenuto un centro di purificazione.

• mwa5wBhrūmadhyacakra

È posto fra le due sopracciglia. Quando lo yogin riesce a colmare di energia questa ruota, egli è pronto per abbandonare ogni dualismo fra sé e il mondo, ogni legame col divenire delle cose: è pronto cioè per il mwa58mwa6asamādhi: non gli resta che proiettare fuori dal corpo l'energia, oltre la sommità del capo. Invero, questo stadio è raggiunto assai raramente.

• mwa6mDvādaśānta

Quest'ultimo non è considerato un mwa6ychakra , in quanto non appartiene a tutti ma soltanto a chi ha realizzato l'unione cosmica, si è cioè completamente identificato con l'Assoluto, mwa6cṠiva, divenendo un liberato in vita. Il mwa6gdvādaśānta è situato fuori dal corpo, dodici dita al di sopra della testa, ove effonde in continuazione beatitudine.

I chakra secondari

Il secondo gruppo per importanza è composto da mwa6wchakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove. Il terzo gruppo è composto da un numero praticamente incalcolabile di mwa60chakra di dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un mwa64chakra .

Nella musica

A metà degli anni '70, gli americani Joseph Puleo e Leonard Horowitz, studiando vari testi religiosi, in primis la Bibbia, scoprirono 6 frequenze musicali, o frequenze di solfeggio: 396 Hz, 417 Hz, 528 Hz, 639 Hz. Hz, 741 Hz e 852 Hz. Ascoltare musica con queste frequenze, secondo numerosi studi, può migliorare lo stato psicologico di una persona. Secondo i seguaci coincidono con le vibrazioni dei chakra umani, che emettono in uno stato di salute. Inoltre, come notato dai ricercatori, gli strumenti musicali del mondo antico erano accordati principalmente sulla frequenza di 432 Hz, che, secondo dati recenti, non è inclusa nell'elenco delle principali frequenze del solfeggio, ma ha un effetto calmantecite-ref-51[51].

I chakra nella visione occidentale

Fra i primi scritti mwa8goccidentali che sembrano alludere alla dottrina dei "centri di forza" o chakra, ma per vie del tutto indipendenti da quelle orientali, è il testo mwa8kEine kurze Eroffnung und Anweisung der dreyen Principien und Welten im Menschen (mwa8oUna breve rivelazione e istruzione sui tre principi e mondi nell'uomo) di mwa8sJohann Georg Gichtel (1638-1710), opera meglio conosciuta sotto il titolo di mwa8wTheosophia Practica (1723).cite-ref-53[53] Gichtel fu discepolo di mwa9eJakob Bohme, teosofo e mistico cristiano (1575-1624).cite-ref-ur-52-1[52] Tale scritto fa supporre una certa conoscenza della dottrina relativa ai chakra, perlomeno in certi ambienti mwa9yalchemico-mwa9ccristiani dell'Europa, che vi attribuivano dei corrispondenti mwa9gpianeti e mwa9kmetalli.cite-ref-54[54]

La dottrina in questione, per via dell'emergere della scienza moderna di impostazione mwa98meccanicista, rimase tuttavia poco diffusa in Occidente almeno fino agli inizi del XX secolo, quando la diffusione della dottrina dei chakra avvenne principalmente a seguito della traduzione di un testo indiano, lo mwa-aṢatcakranirūpaṇa, ad opera dell'orientalista britannico Sir mwa-eJohn Woodroffe, alias Arthur Avalon, nel suo mwa-iThe Serpent Power (1919).cite-ref-aa-37-1[37] Il testo di Woodroffe fu al centro de mwa-cLa psicologia del Kundalini-yoga, seminario tenuto nel 1932 da mwa-gJung.cite-ref-55[55] Successivamente, il vescovo e chiaroveggente mwa-0C. W. Leadbeater pubblicò un libro contenente i propri studi e le proprie osservazioni relative ai centri di forza nel testo mwa-4The Chakras (1927)cite-ref-56[56].

mwa-qRudolf Steiner, fondatore dell'mwa-uantroposofia, parla dello sviluppo dei chakra nel libro mwa-yInitiation and Its Results (1909)cite-ref-57[57], fornendo istruzioni progressive per lo sviluppo di tali centri di forza, ammonendo che esistono anche altri metodi più rapidi, i quali potrebbero però risultare dannosi se non operati da persone spiritualmente mature. Nel panorama moderno anche mwa-sTommaso Palamidessi, fondatore dell'mwa-warcheosofia, rielabora la dottrina dei centri di forza alla luce dell'esoterismo giudaico-cristiano.cite-ref-58[58]

Aspetto e significato dei chakra

A partire dagli anni sessanta con la diffusione dei movimenti mwbaqnew Age si sono affermate diverse nozioni riguardanti l'aspetto e il significato dei sette chakra principali dell'essere umano, associati ad esempio rispettivamente a uno dei mwbaucolori dell'mwbayiride. Ognuno di questi chakra ruoterebbe in un senso alternativo rispetto a quello precedente e a quello successivo situati lungo la linea verticale che va dalla testa all'addome. Il loro aspetto ricorda quello di un mwbacfiore perché presentano delle piccole protuberanze simili a dei mwbagpetali, e sono suddivisi in tracce concentriche e settori longitudinali.

Anche se la nozione dei chakra appartiene alla tradizione indiana, la loro funzione è stata associata anche al lavoro svolto dai mwba8meridiani, ossia i canali di energia noti alla mwbbamedicina tradizionale cinese,cite-ref-59[59] che hanno natura essenzialmente mwbbuelettrica e si occupano di assorbire dal cibo e dall'aria inspirata quel tipo di energia conosciuta in mwbbyIndia come mwbbcprana, la più vicina al livello materiale.cite-ref-60[60] La funzione dei sette chakra principali non sarebbe solo quella di assorbire il prana, ma di svolgere una funzione di controllo sui suddetti meridiani. Essi appartengono inoltre a un tipo di energia superiore, che essi trasformano e trasmettono a un livello inferiore, fornendo alla persona le vibrazioni necessarie alla costruzione della sua dimensione mwbbwpsichica. Il lavoro dei chakra principali consiste cioè nel processo di formazione di mwbb0pensieri e mwbb4sentimenti funzionali alla crescita spirituale. I chakra secondari invece si limitano soltanto alla raccolta e fuoriuscita dell'energia dei meridiani.cite-ref-61[61]

Tra le principali differenze con le dottrine orientali, nelle tecniche occidentali di meditazione l'ordine dei chakra è stato talora invertito:cite-ref-runa-62-0[62] si parte cioè dalla testa, anziché dal basso, per l'importanza data allo sviluppo dell'mwbc4autocoscienza,cite-ref-63[63] che dovrà scendere a ridestare i centri inferiori, mentre la risalita dell'mwbdmenergia da quest'ultimi è considerata un processo anacronistico, già acquisito dall'evoluzione umana.cite-ref-64[64] Nel dettaglio, ogni singolo chakra si occupa dunque di un particolare aspetto psichico, a cui è associata sul piano corporeo una mwbdgghiandola ormonale:cite-ref-runa-62-1[62]

• Il primo chakra,cite-ref-runa-62-2[62] detto mwbemdella corona, è ritenuto la sede dell'mwbeqilluminazione in cui l'mwbeuIo individuale si congiunge con quello cosmico universale, determinando esperienze mwbeymistiche di pace e beatitudine. A livello corporeo è associato all'mwbecepifisi, la cosiddetta mwbegghiandola pineale, la cui funzione, non ancora del tutto chiarita, sembra in relazione con la capacità di adattamento ai ritmi del giorno e della notte, e in generale con i processi di crescita e invecchiamento.cite-ref-degremont-65-0[65] Quello che nel mwbe0microcosmo umano è il chakra della corona, a livello mwbe4macrocosmico, secondo alcuni filoni dell'mwbe8esoterismo, corrisponde a mwbfaSaturno.cite-ref-runa-62-3[62]cite-ref-ferretto-66-0[66]
• Il secondo chakra,cite-ref-runa-62-4[62] detto mwbf4della fronte, riguarda la capacità di comprendere la realtà vibratoria mwbf8sovrasensibile, ed è quindi in relazione con le facoltà di mwbgaintuizione e di visione delle entità normalmente non percepibili. A esso è collegato in effetti anche il cosiddetto mwbgeterzo occhio. A livello fisico corrisponde all'mwbgiipofisi, che esercita un'influenza su tutte le altre ghiandole endocrine.cite-ref-degremont-65-1[65] A livello macrocosmico è in risonanza con mwbgcGiove.cite-ref-runa-62-5[62]cite-ref-ferretto-66-1[66]
• Il terzo chakra,cite-ref-runa-62-6[62] detto mwbhudella mwbhygola, attiene alla capacità di comunicare e alle svariate forme di espressione come la mwbhcmusica, la mwbhgdanza, l'mwbhkarte, e in generale col mwbhoritmo.cite-ref-67[67] Sul piano fisico corrisponde alla mwbh8tiroide, che scandisce il tempo interno della crescita e del mwbiametabolismo.cite-ref-degremont-65-2[65] A livello macrocosmico è in risonanza con mwbiuMarte.cite-ref-runa-62-7[62]cite-ref-ferretto-66-2[66]
• Il quarto chakra,cite-ref-runa-62-8[62] detto mwbjmdel cuore, è associato all'mwbjqamore e alla capacità di amare incondizionatamente. Esso è leggermente spostato verso sinistra rispetto agli altri chakra situati lungo la verticale che va dal capo all'addome. La ghiandola a cui corrisponderebbe è il mwbjucuore, che può essere inteso in effetti come organo endocrino, responsabile della produzione dell'mwbjyormone atriale natriuretico (mwbjcatrial natriuretic factor, abbreviato in ANF). Secondo altre opinioni, il chakra del cuore corrisponderebbe alla ghiandola del mwbjgtimo, anche se questa tende a perdere la sua influenza superata la mwbjkpubertà.cite-ref-degremont-65-3[65] A livello macrocosmico è in risonanza col mwbj4Sole.cite-ref-runa-62-9[62]cite-ref-ferretto-66-3[66]
• Il quinto chakra,cite-ref-runa-62-10[62] detto mwbkwombelicale, situato nella zona del mwbk0plesso solare, attiene al desiderio di potere e alla mwbk4volontà di manipolare il mondo per trovare il proprio posto nella mwbk8società.cite-ref-68[68] Per la sua capacità di assimilare e riadattare quello che la vita propone, esso è collegato alle funzioni mwblqdigestive e in particolare col mwblupancreas, mwblyghiandola esocrina che contiene anche delle cellule mwblcendocrine, responsabili della produzione di mwblginsulina e mwblkglucagone.cite-ref-degremont-65-4[65] A livello macrocosmico corrisponderebbe a mwbl4Venere.cite-ref-runa-62-11[62]cite-ref-ferretto-66-4[66]
• Il sesto chakra,cite-ref-runa-62-12[62] detto mwbmwsacrale o mwbm0sessuale, è maggiormente in relazione con la mwbm4sessualità e con la sua componente emotiva,cite-ref-69[69] ma anche con la mwbnmcreatività, il senso della mwbnqbellezza, e l'mwbnuautostima. Sul piano fisico corrisponde alle mwbnygonadi, che influenzano lo sviluppo dei caratteri sessuali.cite-ref-degremont-65-5[65] A livello macrocosmico è in risonanza con mwbnsMercurio.cite-ref-runa-62-13[62]cite-ref-ferretto-66-5[66]
• Il settimo chakra,cite-ref-runa-62-14[62] detto anche mwbokdella radice, attiene alla volontà di sopravvivenza e alla soddisfazione degli istinti primari, come il mangiare, il dormire, e l'aspetto meramente fisico della sessualità finalizzato alla riproduzione. Sul piano corporeo esso corrisponde ai mwboosurreni, la cui parte midollare secerne gli ormoni mwbosadrenalina e mwbownoradrenalina, mentre quella della corteccia gli ormoni mwbo0cortisoidi. Essi garantiscono l'adattabilità nelle situazioni di pericolo e la capacità di adattamento a sforzi particolarmente intensi.cite-ref-degremont-65-6[65] A livello macrocosmico è in risonanza colla mwbpiLuna.cite-ref-runa-62-15[62]cite-ref-ferretto-66-6[66]

Forme di terapia dei chakra vengono talora praticate in associazione a quella dei mwbpwmeridiani, tramite l'mwbp0agopuntura.cite-ref-70[70] La loro manipolazione fine a se stessa, tuttavia, senza una lunga e adeguata purificazione, può comportare stati repentini di mwbqiautocoscienza che il corpo non è in grado di sostenere determinando gravi disfunzioni fisiche, anche letali. Particolarmente pericoloso è il risveglio dal basso di mwbqmkundalini, una forza incontrollabile che soltanto gli mwbqqyogi più esperti decidevano di ridestare per lo più al termine della loro vita.cite-ref-71[71]

Note

cite-note-11. mwbq8mwbrasanskritdictionary.com
cite-note-22. Sani, p. 522; ma anche mwbrqmwbruMonier-Williams Sanskrit-English Dictionary mwbryArchiviatomwbrc il 7 maggio 2020 in mwbrgInternet Archivemwbrk.: "mwbrswheel", "mwbrwdiscus", "mwbr0circle". Il termine ha anche altri significati secondari, come "arma da lancio circolare", "truppa", "vortice", eccetera.
cite-note-33. mwbse mwbsm«Il termine sanscrito mwbsqchakra ("ruota, disco, cerchio") è talvolta usato come un nome per diagrammi rituali utilizzati nella pratica religiosa induista (mwbsumwbsypūjā) o nella meditazione, come simboli di divinità, e talvolta come un nome per recinti sacri dove sono celebrati riti. […]. mwbscchakra è inoltre il nome dei "centri", chiamati anche "loti" (mwbsgpadma o mwbskkamala), del corpo sottile delle tradizioni induista e buddhista.» mwbso(André Paodux, p. 64)
cite-note-44. Maṇḍalas and Yantras in the Hindu Traditions (a cura di Gudrun Bühnemann). Leiden, Brill, 2003
cite-note-eliade-2010-p-225-55. Eliade 2010, p. 225.
cite-note-66. Vedi mwbtgShakti per cosa qui debba intendersi per "energia divina".
cite-note-77. citereftreccani-chakramwbtwmwbt0Chakra, in mwbt4Treccani.it – mwbt8Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-dalla-88. Anna Dallapiccola, mwbuuInduismo. Dizionario di storia, cultura, religione, traduzione di Maria Cristina Coldagelli, Bruno Mondadori, 2005.
cite-note-99. Arthur Avalon, mwbukTantra della grande liberazione, edizioni Mediterranee, 1987, p. 45.
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cite-note-2020. mwbyimwbymFlood,mwbyq pp. 133-134.
cite-note-2121. In realtà le vocali sono quattordici, il filosofo qui considera vocali anche lmwbyg'mwbykmwbyoanusvara (o mwbysbindu) e il mwby0mwby4visarga, che sono segni fonetici, ma hanno una propria traslitterazione come mwby8 e mwbza rispettivamente.
cite-note-2222. Nella sistemazione del filosofo mwbzqAbhinavagupta le potenze sono in realtà soltanto cinque: mwbzuCit: "intelligenza"; mwbzyĀnanda: mwbzcĀ, " beatitudine"; mwbzgIcchā: mwbzkI, "volontà"; mwbzoJñāna: "conoscenza"; mwbzsKriyā: "attività".
cite-note-2323. Kṣemarāja contempla quattro e non cinque corazze, come in Abhinavagupta.
cite-note-2424. mwbaiKṣemarāja, a differenza di Abhinavagupta, considera qui le due categorie mwbamśiva tattva e mwbaqśakti tattva come un tutt'uno, riducendo a quattro le cinque categorie del maestro.
cite-note-ks-2525. Quest'ultimo è in realtà un fonema composto, considerato nelle tradizioni tantriche come facente parte dell'alfabeto. Si veda anche, per il mwbaodevanāgarī e la sua traslitterazione secondo lo IAST mwbasmwbawMultilingual keyboard, mwba0lexilogos.com.
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cite-note-2727. Si veda anche la voce mwbbgVāc.
cite-note-2828. Si parla, generalmente, di sei mwbbwcakra anziché sette, poiché l'ultimo è collocato fuori dal corpo.
cite-note-2929. mwbcamwbceFlood,mwbci pp. 253-254 e p. 134.
cite-note-3030. Vedi mwbcymwbccMonier-Williams Sanskrit-English Dictionary mwbcgArchiviatomwbck il 7 maggio 2020 in mwbcoInternet Archivemwbcs.: "mwbc0tube", "mwbc4pipe", eccetera.
cite-note-padoux-3131. Padoux 2011, pp. 96-100.
cite-note-3232. mwbdkCrucial to the initiation process is the notion that within the gross body of the human microcosm or protocosm there is a subtle, yogic body that is the mesocosmic replica of the divine, universal macrocosm or metacosm. [...] This body, which comprises energy channels (nadis) and centers (cakras), drops, and winds, is itself a mandala. If it were to be viewed from above, the vertical central channel of the subtle body, which mediates the bipolar (and sexually gendered) internal dynamic of the godhead, would appear as the center point of the mandala, with the various cakras aligned along that channel appearing as so many concentric circles, wheels, or lotuses radiating outward from that center. Often, each of the spokes or petals of these cakras will have male and female deities, as well as Sanskrit phonemes and graphemes, as signed to it.
cite-note-3333. mwbd0 mwbd8«La teandria tantrica era solo una nuova variante della macrantropia vedica.» mwbea(Eliade 2010, p. 223.) A tal proposito, si veda la voce mwbeePuruṣa.
cite-note-3434. Eliade 2010, pp. 222-223.
cite-note-351. mwbegThe cakramwbek models are just that: models of reality that are designed to assist the Tantric practitioners in they inward odissey from the Many to the One.
cite-note-3636. mwbe0In fact, there is no "standard" system of the chakras. Every school, sometimes every teacher within each school, has had their own chakra system.
cite-note-aa-3737. Arthur Avalon, mwbfmThe Serpent Power, London, Luzak & Co, 1919. Il termine "serpente" fa riferimento a mwbfqKuṇḍalinī.
cite-note-3838. Il testo è piuttosto recente, risalendo al XVI secolo e.v., e l'autore è Pūrnānanda. mwbfkṢatcakranirūpaṇa vuol dire "Descrizione dei sei mwbfocakra ": si parla di sei e non di sette mwbfscakra in quanto il mwbfwsahasrāracakra è posizionato al di fuori del corpo.
cite-note-3939. I mwbgabījamantra sono mantra monosillabici.
cite-note-4040. Così nel testo di Avalon, mwbgqop. cit., mentre Eliade, che pure si rifà a questo testo, parla genericamente di colore rosso.
cite-note-4141. Per una descrizione parziale degli elementi grossi e sottili, si vedano i principi costitutivi del mwbggSāṃkhya.
cite-note-eliade-4242. Eliade 2010, p. 228 e segg.
cite-note-varenne-4343. Varenne 2008, pp. 200-201.
cite-note-4444. Così nel testo di Avalon, mwbjgop. cit., mentre Eliade, che pure si rifà a questo testo, parla di colore rosso-arancio.
cite-note-4545. Con queste, facendo eccezione della "h" (mwbjw), si completano le 32 consonanti dell'alfabeto sanscrito in scrittura mwbj0devanāgarī.
cite-note-4646. Padoux 2011, p. 99.
cite-note-4747. Padoux 2011, p. 97, nota 5.
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cite-note-5151. mwblamwblemwbliSolfeggio frequencies, su mwblmacusmagic.com.
cite-note-ur-5252. Gichtel naturalmente non ebbe mai alcun contatto con la mwblkletteratura indiana, essendo egli un mwblomistico mwblscristiano appartenuto ad un ambiente culturale completamente avulso da quella (cfr. mwblwArvo ed Ea, mwbl0mwbl4La dottrina esoterica dei centri segreti del corpo in un mistico cristiano, in mwbl8Introduzione alla magia, vol. II, pp. 16-31, Roma, Mediterranee, 1971).
cite-note-5353. J. Georg Gichtel, mwbmmTheosophia Practica, a cura di M. Barracano, Roma, Mediterranee, 1982, mwbmqanteprima disponibile su mwbmubooks.google.it: «Gichtel propose in ambiente occidentale, senza evidentemente averne diretta notizia o nozione, la teoria degli mwbmyShath Chakra».
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cite-note-5757. mwbommwboqInitiation and Its Results mwbouArchiviatomwboy il 15 marzo 2016 in mwbocInternet Archivemwbog., mwboobooks.google.it. Il testo è edito in Italia da Edizioni Mediterranee, col titolo mwbosIniziaione ai mondi superiori.
cite-note-5858. Nel libro mwbo8La potenza erotica di kundalini yoga: lo yoga del potere serpentino ed il risveglio dei ventuno chakra (Torino, Grande Opera, 1949), e nel successivo mwbpaTecniche di Risveglio Iniziatico (1975), Palamidessi illustra alcune tecniche ascetiche tese al risveglio e allo sviluppo di tali centri, che coinvolgono la realizzazione di icone o supporti meditativi, tecniche respiratorie e meditazioni su nomi divini ebraici (invece che su mantra tibetani), in linea con la tradizione occidentale.
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Bibliografia

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Voci correlate

• mwbx0Ayurveda
• mwbx8Hatha Yoga
• mwbyeKundalini
• mwbymNadi (yoga)
• mwbyuTantra
• mwbykYoga

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) chakra, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.